Da Vedere

Palermo può vantare il singolare primato di essere compresa fra due riserve naturali e una riserva marina: la riserva naturale orientata Capo Gallo,istituita nel 2001, la riserva naturale orientata Monte Pellegrino, istituita nel 1996, la riserva Marina di Capo Gallo – Isola delle Femmine, istituita nel 2002.

Riserva Naturale Orientata Di Capo Gallo
“Scopri la natura a due passi da casa”

 La prima impressione che si coglie è il silenzio ci s’immerge in un’atmosfera estraniante come un viaggio nel tempo,in un passato lontano si ascoltano solo i suoni della natura, non si scorgono segni del passaggio umano. Eppure siamo in città, a due passi da casa.

Monte Gallo è un promontorio di natura carsica che si erge a Nord Ovest di Palermo tra Mondello e Sferracavallo. L’elevato carsismo ha prodotto migliaia di cavità, buche e anfratti, ricettacolo di specie animali e vegetali. Molte di queste si trovano sott’acqua, come la Grotta dell’Olio (o dell’Oglio) raggiungibile con la barca e a nuoto.

Pur trovandosi al centro di una zona, fortemente, antropizzata le sue acque riescono a rimanere limpide in ogni periodo dell’anno grazie alle correnti marine e ai venti che ne garantiscono un costante ricambio.

Lungo i versanti del monte troviamo una vegetazione a leccio e lentisco, che ha ripreso vigore dopo il contenimento del pascolo. Molto diffusa è pure l’euforbia arborescente il cui lattice possiede proprietà benefiche, conosciute già ai pescatori di Sferracavallo: se si è punti dalla spina dorsale della “tracina” o da quella dello “scurfanu” non c’è rimedio migliore del lattice dell’euforbia.

Nei suoli pietrosi e arsi dal sole, cresce la “ ddisa “ (Ampelodesmos mauritanicus) pianta tenacissima che riesce a trattenere il terreno e, se tagliata o bruciata, è in grado di germogliare di nuovo con grande vigore. In passato le sue lunghe foglie nastriformi venivano utilizzate per fare legacci: legare i mazzetti di verdure, gli ortaggi alle canne, pomodori, fagiolini e tenerumi venivano cosi sollevati da terra a formare verdi graticci e ombrose tettoie. Sul versante del monte che da sul golfo di Sferracavallo troviamo anche il mirto e il sommacco che nell’ 800 venivano coltivati per l’alto contenuto di tannino che estratto dai semi veniva utilizzato per la concia delle pelli.

Le pareti a strapiombo di Capo Gallo offrono riparo e condizioni ideali di vita a molti rapaci, come il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, l’allocco e il barbagianni, e ai gabbiani che vi si annidano. Tra gli anfibi va segnalata una piccola colonia di rospo smeraldino e tra i rettili possiamo incontrare la biscia nera, la lucertola siciliana, il ramarro e il gongilo ocellato. Volpi, conigli e topi completano il quadro della fauna.

Le coste della riserva sono spesso ricoperte da posidonia la cui presenza, anche se poco amata dai bagnanti, è testimonianza della salubrità delle nostre coste. Sotto le sue foglie vivono un’infinità di esseri viventi che vi trovano rifugio, alimento e un ambiente ideale per riprodursi.

La Riserva Marina di Capo Gallo – Isola delle Femmine

Caratteristica della costa di Capo Gallo sono i marciapiedi a vermeti. Queste estese formazioni avevano attirato l’attenzione dei naturalisti, già, alla fine dell’800, ma c’è voluto più di un secolo perché si capisse che quelle di Capo Gallo erano ormai una rarità in tutto il Mediterraneo. In alcuni punti il marciapiede a vermeti è così esteso da raggiungere i sei metri di larghezza. Si tratta di piattaforme calcaree costituite al proprio interno da piccole gallerie scavate da un mollusco, appartenete alla famiglia dei Vermetidi che le abita, il Dendropoma Petraeum. Diventano sempre più estese perché ad ogni individuo estinto se ne aggiunge un altro sopra al precedente. Quella che sembra un’anonima piattaforma calcarea è dunque una straordinaria galleria vitale di piccoli molluschi, costituitasi nel corso dei secoli.

I fondali di questa Riserva sono molto interessanti, data la presenza di diverse grotte e depressioni, la più famosa delle quali è la grotta dell’Olio, così chiamata per il colore chiaro che il fondo marino assume rischiarato dai giochi di luce provenienti da una cavità della volta e dallo stesso ingresso. Numerose specie di pesci vi trovano l’abitat ideale, quali: saraghi, scorfani, labridi, corvine, cernie e murene, È possibile, inoltre, incontrare il barracuda mediterraneo, le meduse Rhizostoma pulmo (polmone di mare), ricciole, tonni e tartarughe della specie Caretta Caretta. Per quel che riguarda la flora, i fondali di questa porzione di mare ci offrono davvero uno spettacolo variegato e colorato fatto di alghe, coralli, gorgonie rosse e axinella cannabina.